Carlo analizza con estrema amarezza la pesante sconfitta subita dalla Roma a Milano contro l’Inter, evidenziando una netta disparità di categoria tra le due formazioni sia per qualità tecnica che per profondità della rosa. Il commento si sofferma su un avvio di gara orribile e caratterizzato da errori difensivi macroscopici che portano al primo gol subito dopo pochissimi secondi. Nonostante una fase centrale del primo tempo in cui la squadra sembra reagire arrivando al pareggio e sfiorando il vantaggio, il gol incassato dalla lunga distanza poco prima dell’intervallo segna l’inizio di un crollo psicofisico totale.
Nella seconda frazione di gioco la compagine giallorossa sembra completamente sciolta e incapace di opporre la minima resistenza, rischiando un passivo ancora più umiliante se l’avversario non avesse sprecato diverse occasioni clamorose. L’analisi individuale salva pochissimi elementi, tra cui l’impegno costante in attacco e la prestazione di alcuni giovani, mentre punta il dito contro la mancanza generale di qualità a centrocampo e le gravi disattenzioni del reparto arretrato.
Oltre l’aspetto puramente sportivo, il discorso si sposta sulla gestione societaria, criticando l’assenza fisica della proprietà e la mancanza di figure dirigenziali forti in grado di prendere decisioni nei momenti critici. Viene espresso il timore che questa disfatta alimenti ulteriormente le tensioni interne a Trigoria, auspicando che per il futuro si riparta dalla conferma dell’attuale allenatore come punto fermo, pur sottolineando la necessità di una presenza societaria più costante e di un mercato che allontani i giocatori non ritenuti all’altezza per puntare con decisione almeno alla qualificazione in Europa League