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La Roma: la misteriosa atmosfera di Trigoria ha cancellato anche il mito dello Special One (di Dario ’40)

giovedì 18-01-2024 12:26(14 giorni fa)

Voglio dedicare queste pagine non certo alla figura tecnica di Mourinho (corretto?) in quanto, come tale, ed al pari dei suoi colleghi, è soggetto a commenti di disapprovazione ai quali, con il dovuto rispetto, ci permettiamo di esprimere anche il nostro dovuto alla scarsa considerazione avuta, reiteratamente, nei riguardi di Belotti, che, a mio semplice parere di tifoso, è un giocatore di buone capacità realizzative e sempre animato da ferocia agonistica ed indomabile volontà combattiva.



Ciò che più di ogni altra cosa che resta per me è inconcepibile è l’aver allontanato un uomo, l’unico tra i tanti che si sono avvicendati in quel ruolo sulla panchina della Roma, ad essersi permeato, con fede e dedizione, dei colori giallorossi, divenendone non solo tecnico legato allo stipendio ma anche un vero credente ed innamorato tifoso.



Per tentare un paragone tra Mourinho tifoso ed uno simile, non proprio uguale, occorre tornare nel passato remoto e ricorrere al mai dimenticato Oronzo Pugliese.



L’area misteriosa che si è appropriata di Trigoria ha mietuto un’altra illustre vittima ma questa volta abbiamo perso un valente tecnico ed ancora, a maggior danno, abbiamo liquidato un vero tifoso della Roma.



Senza tentare di elencare meriti ed errori basta evidenziare le innumerevoli volte che lo Special One ha altercato, a ragione, con le compagini arbitrali nelle cui vicende ha sempre agito non da tecnico ragionante e sottomesso ma da vero acerrimo, offeso, logorato, vero tifoso della Roma pagandone personalmente le conseguenze.

Da parte mia, in ogni, caso GRAZIE SPECIAL ONE!



Tornerò tra poco a parlare della scelta del sostituto in quanto, al momento ed alla luce delle mie 83 (quasi 84) primavere, l’ansia di veder “rovinarsi” un figlio di Roma, quale è Daniele De Rossi, mi lascia con il fiato sospeso.



Parlo invece del nostro attaccante, Romelu Lukaku il quale è un giocatore di levatura mondiale, ambito dalle più grandi squadre europee che, per nostra fortuna, ha scelto di giocare con la Roma. Il vederlo corrucciato, tavolta anche avvilito, aggirandosi per il campo in cerca e nella speranza di avere palloni da mettere in rete (sua grande specialità) desta notevoli preoccupazioni in quanto potrebbe stancarsi di giocare in una compagine senza palesi ambizioni, che naviga nella classifica degli anonimi e potrebbe decidere di cambiare maglia ed entrare in un ambiente dove l’aria è priva di gelosie, di misteri e di quel male oscuro, ormai ultradecennale, che sembra l’unica constante di Trigoria.



Prima di affrontare il più che gradito arrivo del sempre nostro Daniele De Rossi, vorrei evidenziare un’altra scelta societaria ossia quella di avere un prestito, chissà per quale ragione dalla Juventus, un giovane e promettente difensore? Non che alla Roma non occorra un difensore, magari anche più di uno visto che prendiamo goal da tutti ma mi chiedo: un giovane terzino già inserito nelle squadre societarie romaniste non poteva essere utilizzato? Non vorremmo che in forma occulta fossimo ancora sudditi di quella società che, troppo spesso, ha prelevato a noi giocatori di grandi capacità rifilandoci, in cambio, ex campioni al termine delle loro carriere.



Veniamo al nostro De Rossi… il suo arrivo alla guida tecnica della Roma rinnova ed eleva al massimo le nostre speranze in quanto se c’è un tecnico Romano, Romanista, grintoso, competente, desideroso di vedere e partecipare in prima persona ai successi giallorossi… Beh questo è proprio Danielino!



Oltre alle sue indubbie qualità umane e tecniche è conoscitore dell’ambiente societario e, forse, l’unico a poter smascherare quel malefico mistero che assilla la Roma da troppo tempo.



Non pretendo successi immediati, diamo a De Rossi tutto il tempo e la libertà delle scelte che chiederà e delle quali necessiterà perchè, dopo di lui, c’è attualmente il nulla.



Buona Roma a tutti i Romanisti fermi ed inalterabili nella loro fede!



Dario ’40



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